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 Alfa Romeo storia da non dimenticare...

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MessaggioTitolo: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Dom 20 Mar 2011 - 20:47

UN MISTERO CHIAMATO ALFA ROMEO
Il museo di Arese è stato abbandonato

Mentre Torino inaugura il Museo Nazionale dell’Automobile, ad Arese il Museo Alfa Romeo rimane chiuso. Da una parte c'è il presidente della Repubblica a tagliare il nastro, dall'altra una struttura che ha una collezione preziosissima ma un futuro incerto. Il Museo Storico ha un'area espositiva di 4.800 metri quadri su più livelli ed ospita 130 macchine, più della metà funzionanti. Altrettante sono in un caveux sotterraneo. Il museo è stato inaugurato nel 1976, in un edificio costruito appositamente per ospitare i modelli storici dell'Alfa. Attualmente è chiuso per lavori. Almeno questa è la spiegazione ufficiale ma qualcosa non quadra. Non ci sono operai in giro. Non esiste un progetto. Abbiamo cercato di capire cosa sta succedendo.

Ministero dei Beni Culturali
Lo scorso anno voci ricorrenti sul destino incerto del Museo Alfa hanno allarmato il Comune di Arese, che ha deciso di chiedere la tutela del Ministero dei Beni Culturali. Il Ministero ha avviato la pratica e il 31 gennaio di quest’anno ha posto il vincolo sulla collezione, ma anche sugli immobili. Ciò significa che la Fiat mantiene i diritti di proprietà ma deve chiedere l’assenso del Ministero per fare lavori, per spostare o vendere la collezione.

Fiat
Contro il vincolo la Fiat potrebbe fare ricorso al Tar, ha tempo 60 giorni, ovvero fino alla fine di marzo. In seconda istanza può chiedere il giudizio del Consiglio di Stato. Non risulta al momento che sia stato avanzato ricorso.

Chiuso per lavori
L’unico atto della proprietà Fiat, conseguente alla tutela del Ministero, è stato chiudere il Museo. Dal 7 febbraio, ovvero soltanto una settimana dopo il vincolo, le porte sono chiuse. La spiegazione ufficiale è ‘lavori di manutenzione’. Un mese dopo la chiusura non risulta che ci siano lavori in corso. E nemmeno sarebbero concessi dal momento che la Fiat avrebbe dovuto fare richiesta al Ministero, senza la cui approvazione non ha libertà d’azione.

I dubbi
Che la struttura sia stata chiusa in maniera affrettata è testimoniato dai blog di appassionati, soprattutto stranieri, che in rete fanno sapere di aver dovuto cancellare visite già concordate. La domanda è: che interessi sono in gioco? La collezione ha un valore complessivo che si aggira fra i 50 e i 60 milioni di euro. Nel 2010 il Museo ha staccato 24.000 biglietti, 8.000 soltanto a giugno per il centenario Alfa. Una cifra sorprendente se si considera che non esiste una campagna adeguata per pubblicizzarlo e la struttura è a 18 chilometri da Milano, vale a dire fuori dai percorsi turistici. Ogni anno le macchine vengono spedite in tutto il mondo per partecipare a manifestazioni, Negli ultimi 12 mesi gli eventi sono stati 60, fra Europa, Australia e Stati Uniti. Il museo è affiancato dall’officina e dal Centro Documentazione con un patrimonio di 80.000 fra progetti, documenti e immagini.

E il futuro?
Quali siano le motivazioni reali della chiusura non è chiaro ma il fatto che sia avvenuta contestualmente al vincolo rende sospetta l’operazione. Di mezzo potrebbero esserci le numerose offerte che arrivano dagli Stati Uniti per l’acquisto dei pezzi più pregiati come la 159 con cui Fangio ha vinto il mondiale del 1951, che può valere fino a 20 milioni. Ci sono voci che affermano che la Fiat avrebbe intenzione di capitalizzare vendendo alcuni esemplari per reinvestire nella ristrutturazione del Museo. Operazione che l’entrata in scena del Ministero rende ormai impossibile. Dunque perché tenere duro visto che proprio il Ministero è disposto a finanziare parte della ristrutturazione? Resta da capire che cosa vuole fare questa Fiat di un patrimonio che pare a loro non interessi ma che resta un patrimonio della storia nazionale. A quanto pare del tutto escluso dalle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
(sportmediaset.it)
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 14:48

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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 14:52

Alfa Romeo è un'azienda automobilistica fondata il 24 giugno 1910 a Milano[2] come A.L.F.A. (acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili). È nota per la produzione di autovetture di carattere sportivo.
L’azienda è appartenuta allo Stato italiano, attraverso l’IRI, dal 1932 al 1986. Dal 1986 fa parte del Gruppo Fiat, e a partire da febbraio 2007 è una divisione di Fiat Group Automobiles; nell'occasione, il nome della società è diventato Alfa Romeo Automobiles.
L’Alfa Romeo ha partecipato con successo a differenti categorie di competizioni automobilistiche. Nel 1925 vinse il primo campionato del mondo di automobilismo della storia, mentre nel 1950 e nel 1951 conquistò le prime due edizioni del Campionato Mondiale di Formula 1. Nel 1975 e nel 1977 si aggiudicò il Campionato del Mondo Sport Prototipi.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 14:53

Storia
La costituzione della società avvenne a Milano in via Gattamelata, nella zona denominata "Portello", e il nome scelto richiama anche la prima lettera dell'alfabeto greco e sembra voler sottolineare l'inizio di un nuovo tipo di attività nelle costruzioni automobilistiche, quello della macchina soprattutto sportiva. Rilevata da parte di un gruppo lombardo dalle mani di un imprenditore francese, sempre del ramo automobilistico, Alexandre Darracq, che aveva tentato con scarso successo una avventura industriale in Italia; sin dal primo marchio l'azienda ha voluto ricordare i suoi legami con la città di origine: da un lato il serpente visconteo (il biscione), dall'altro la croce rossa in campo bianco, simbolo di Milano. I 250 dipendenti della gestione precedente furono riassunti dall'azienda e l'obiettivo fu quello di produrre 300 automobili all'anno.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 14:54

La Darracq Italia

Una Darracq 8/10 HP costruita al Portello
Le origini dell'Alfa hanno un nome francese e le radici sono a Napoli. L'imprenditore Alexandre Darracq dopo aver prodotto biciclette, passò alla produzione di automobili con la Darracq.
Nel 1906 nacque la Società Italiana Automobili Darracq, con sede a Napoli. Bastarono pochi mesi per comprendere che lo stabilimento era situato troppo distante dai potenziali acquirenti che per questioni di viabilità, si trovavano in maggioranza nel nord Italia.
Darracq decise di spostare la produzione nella periferia Milano, costruendo l'opificio del Portello, soluzione che migliorava notevolmente anche i collegamenti con la sede francese. I problemi, tuttavia, non si risolsero e le vendite si dimostrarono insufficienti a giustificare l'esistenza di una sede produttiva, anche per la forte concorrenza della Renault, da tempo insediatasi in Lombardia e della neonata FIAT. Nel 1909 la società venne posta in liquidazione.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 14:57

L'ALFA
Un'ALFA 24 HP Torpedo Castagna del 1910
L'azienda venne rilevata da un gruppo di finanzieri lombardi che decisero di continuare la costruzione di automobili, sotto la nuova ragione sociale ALFA, acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, mantenendo le stesse maestranze e tecnici.
L'ALFA continuò a fabbricare i modelli Darracq, fino all'esaurirsi delle scorte di pezzi nel magazzino, mentre l'ufficio tecnico preparava i progetti della nuova vettura.
Nell'autunno del 1910 cominciò la produzione del primo modello ALFA, la 24 HP, progettata da Giuseppe Merosi e da cui vennero subito derivati dei modelli da competizione portati al debutto l'anno successivo, il 1911, alla Targa Florio. Da ciò si capisce come fin dall'inizio della sua storia questa casa si fosse votata alla costruzione di autovetture dal carattere sportivo.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:00

La nascita del marchio
Nel frattempo Nicola Romeo, ingegnere napoletano (Sant'Antimo), fondò la Sas Ing. Nicola Romeo & C., con sede a Milano, in via Ruggero di Lauria (quartiere Portello).
L'Alfa conquistò il primo e il secondo posto nella gara "Parma-Poggio di Berceto" (1913).
Nel 1915 Romeo entrò nel capitale dell'Alfa e ne modificò il nome in Alfa Romeo Milano, il 3 febbraio 1918[3]. In quegli anni una parte della produzione si dovette convertire alle necessità dell'industria bellica della prima guerra mondiale e la produzione regolare di autoveicoli riprese nel 1920 con la presentazione della prima auto con il nuovo nome, la Torpedo 20-30 HP.

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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:04

Tra le due guerre mondiali

Un'Alfa Romeo 20-30 HP
Negli anni venti si ampliò l'attività sportiva della Casa automobilistica milanese, grazie a piloti del calibro di Antonio Ascari, Giuseppe Campari, Enzo Ferrari ed Ugo Sivocci; grazie a quest'ultimo, nel 1923, vide la luce anche il simbolo del quadrifoglio Alfa Romeo che, da allora, ricorrerà in tutte le attività sportive dell'Alfa e nelle versioni più sportive delle sue macchine. Nel 1925 l'Alfa Romeo conquistò il primo campionato del mondo di automobilismo della storia.
Altro simbolo, nato in quegli anni, e sopravvissuto sino ad oggi è il colore Rosso Alfa.

Sempre negli anni venti ci furono delle vicissitudini nel capitale societario, la cui maggioranza era nel frattempo finita nelle mani della Banca d'Italia; nel 1928 esce dalla società Nicola Romeo e per qualche tempo ci fu anche il timore della chiusura dell'azienda, rientrato grazie alla notorietà già raggiunta in campo internazionale e nel campo delle corse. Nel 1929 nacque all'interno dell'azienda la Scuderia Ferrari, il reparto apposito per le corse.
Questo nome venne portato in dote all'azienda da Enzo Ferrari che aveva, alcuni anni prima fondato la società sportiva omonima e che, dopo aver lasciato l'Alfa Romeo, fonderà l'azienda Scuderia Ferrari famosissima anche ai giorni nostri.


Un'Alfa Romeo 6C
Negli anni trenta si consolidò la fama mondiale dell'Alfa, sempre grazie soprattutto alle corse e ai suoi piloti: ancora Giuseppe Campari, Tazio Nuvolari, Gastone Brilli-Peri, Mario Borzacchini. Questi nomi storici ricorreranno nella fantasia popolare fino ai giorni nostri e ispireranno anche una famosissima canzone di Lucio Dalla dal titolo Nuvolari. Per quanto riguarda l'azienda produttiva, nel 1932 era in difficoltà economica e venne acquisita dall'IRI che, tra i primi provvedimenti, decise di non proseguire con l'attività delle corse a proprio nome bensì di affidare tutta la gestione alla Scuderia Ferrari, preferendo invece diversificare la produzione anche nei settori degli autobus, degli autocarri e nei motori aeronautici.
Iniziò in questi anni, grazie ad Ugo Gobbato, anche la costruzione del nuovo stabilimento di Pomigliano d'Arco.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:09

l periodo bellico
La seconda guerra mondiale lascerà molti segni anche negli stabilimenti dell'Alfa Romeo, considerati molto importanti per l'approvvigionamento bellico e pertanto più volte bombardati, fino a causare la chiusura dello stabilimento del Portello nel 1944. Sin dalla fine della guerra si cercherà di rimettere in funzione gli impianti danneggiati, dedicandosi inizialmente alla costruzione di motori nautici e avio e addirittura alla costruzione di cucine elettriche e serramenti, ritornando comunque presto alla tradizionale attività di costruttore di automobili sportive.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:14

Gli anni cinquanta e gli anni sessanta
La Giulietta

Dopo la seconda guerra mondiale l'Alfa Romeo ricominciò a fabbricare automobili tornando a realizzare profitti e concentrando la produzione in veicoli sportivi di massa piuttosto che in vetture di lusso costruite a mano. Gli anni cinquanta furono probabilmente i più importanti nella storia della casa, che produsse due modelli di auto destinati a fare storia, la 1900 e la Giulietta. Si trattò dei primi modelli costruiti in catena di montaggio, e il primo aprì la strada anche alla fornitura delle auto della Polizia; è con questo modello che si inaugurò la famosissima serie delle Pantere. Nel 1952 iniziò anche la produzione di una fuoristrada messa in concorrenza con la contemporanea Fiat Campagnola e denominata "Matta".
Anche nel campo delle corse la casa continuò a mietere successi vincendo i due primi Campionati Mondiali di Formula 1 1950 e 1951 grazie rispettivamente a Nino Farina e Juan Manuel Fangio.
Nel 1954 la compagnia sviluppò il famoso motore bialbero Alfa Romeo, che rimase in produzione fino al 1998. Nel 1961 uscì dalle catene di montaggio la 100.000-esima Giulietta e l'anno successivo venne messa in produzione un'altra delle vetture che hanno fatto la storia di questa casa, la Giulia.

Nel campo delle corse nacque nel 1964 l'Autodelta, il reparto specifico per le competizioni, grazie anche all'impegno di Carlo Chiti. Nel frattempo entrò a regime anche il nuovo stabilimento di Arese e continuò la collaborazione con i migliori designer italiani, da Zagato con le famose coupé, a Pininfarina a cui si deve la famosissima spider Duetto, fino a Bertone a cui si deve la Montreal del 1970. Nel 1968 fece la sua apparizione una derivata della Giulia, l'1750 che vedrà anche una sorella maggiore pochi anni dopo, la 2000.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:19

Gli anni settanta
Un'Alfetta del 1972
Nel campo delle corse gli anni settanta videro l'Alfa Romeo impegnata soprattutto nelle corse con auto a ruote coperte e, con il modello 33, vincitrice di alcune delle più importanti gare di durata e di alcuni campionati di Gran Turismo. I piloti più noti che hanno corso in quegli anni per il "biscione" sono Andrea de Adamich, Nino Vaccarella e Ronnie Peterson.

Il 1972 è l'anno dell'inaugurazione dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, con l'inizio produzione della piccola Alfa, la Alfasud, prima autovettura della casa a trazione anteriore e con motore di "soli" 1200 cc; se ne riusciranno a produrre nell'arco del decennio circa 1.000.000 di esemplari.
A fronte della prosecuzione delle vittorie sportive gli stessi anni settanta non sono altrettanto fortunati sotto il punto di vista della produzione di serie, anche a causa della crisi petrolifera che colpì pesantemente il comparto dell'auto. Di quegli anni è un modello basilare nella storia dell'Alfa Romeo, l'Alfetta (1972). Elegante e potente l'Alfetta presentava una raffinatezza meccanica superiore e un comportamento su strada ineccepibile. Il motore è inizialmente un 4 cilindri bialbero di 1800 cc alimentato da due carburatori doppio corpo. Il telaio presenta una sospensione anteriore a quadrilateri e il ponte posteriore De Dion, la trasmissione segue lo schema Transaxle con cambio e frizione al retrotreno per ripartire perfettamente le masse. I freni sono a disco, coi posteriori montati all'uscita del differenziale per ridurre le masse non sospese. Lo schema meccanico dell'Alfetta è talmente raffinato che verrà riproposto invariato 13 anni dopo sulla 75, prodotta fino al 1992. Poco dopo il lancio dell'Alfetta ne viene proposta una variante più corta e con uno stile più giovanile: la Nuova Giulietta (1977).


Una Nuova Giulietta prima serie
La Giulietta riprende il pianale e molte parti della carrozzeria dell'Alfetta, ma si posiziona un poco più in basso, presentandosi sul mercato con due motorizzazioni di 1300 e 1600 cc. Poco più tardi, dopo una gestazione lunghissima esce la Alfa 6 (1979). Dotata di un motore di 2500 cc è dotata di una serie impressionante di gadget rivolti ad assicurare il comfort di marcia, ma si rivela un flop commerciale, per via della linea anonima e del clima sociale di quegli anni che consiglia di evitare l'acquisto di beni di lusso.
Anni positivi dunque, tuttavia, la produzione di modelli di buon successo non bastò a mantenere in buone condizioni l'azienda e per cercare di risalire la china si provò anche un cambio al vertice aziendale, con l'arrivo di un nuovo manager, nel 1978; l'Ing. Ettore Masaccesi.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:23

Gli anni ottanta
Un'Alfa 33 1.3 VL del 1991
È dell'inizio degli anni ottanta la presentazione dell'Alfa 33 in sostituzione dell'Alfasud che non aveva riscosso il successo sperato presso gli appassionati. Dopo le lamentele della clientela sulla poca sportività dell'Alfasud stessa, si tentò di riguadagnare con il nuovo modello il prestigio perduto. Uscì anche una versione 4x4 e giardinetta. Nello stesso anno, il 1983, prende vita anche il tentativo di joint-venture con la nipponica Nissan con la messa in produzione della Arna: basata su telaio della Nissan Cherry e con meccanica dell'Alfa 33 (in particolare l'avantreno), l'esperimento però non ottenne i frutti sperati poiché gli appassionati alfisti non riconobbero in questo modello i tratti caratteristici della casa del biscione. Nel 1984 cominciò la commercializzazione dell'Alfa 90, erede delle Alfetta e Alfa 6, ridisegnata dal noto carrozziere Bertone e prodotta nelle varie versioni in poco meno di 50.000 esemplari.
Anche il tentativo di rientrare nella Formula 1 nel 1980 non fu coronato da grandi risultati, ma addirittura funestato dalla morte del pilota Patrick Depailler durante alcune prove in Germania. Corsero per l'Alfa Romeo di quegli anni anche due piloti italiani quali Bruno Giacomelli e Andrea de Cesaris, entrambi senza riuscire a conquistare vittorie significative. Nel 1985 la società festeggiò i 75 anni di vita e per ricordarlo iniziò la produzione dell'Alfa 75. Dotata della stessa meccanica di Alfetta, Giulietta e Alfa 90, la 75 è l'ultimo modello a trazione posteriore. Dispone di motori che vanno dal 1.6, fino al 3.0 V6, benzina e turbodiesel.
Nel 1986, l'Alfa Romeo venne ceduta all'allora Gruppo Fiat dall'allora presidente dell'istituto, Romano Prodi, nel tentativo di ridurre le perdite dell'IRI; l'acquirente decise di accorparla ad un'altra azienda dello stesso gruppo, la Lancia, dando vita alla Alfa-Lancia Industriale.


Alfa Romeo 164
Nel 1987 esce un modello fondamentale per l'Alfa Romeo, la 164, che impiega lo stesso pianale utilizzato per Fiat Croma, Lancia Thema e un modello SAAB, la 9000). L'Alfa 164 tuttavia, grazie alla geometria delle sospensioni anteriori, presenta una caratterizzazione stilistica molto marcata, dovuta al pulito disegno di Pininfarina. Adotta motori Twin Spark e Turbo diesel, turbo a 4 cilindri e V6 sia aspirati che turbocompressi, con potenze da 117 a 232cv. Il V6 benzina fu eletto migliore motore dell'anno, e la 164 TD al momento della presentazione era l'auto diesel, con motore VM, più veloce al mondo.
Alla fine del decennio esattamente nel 1989, venne presentato un coupé in serie limitata che aveva l'intenzione di stupire il pubblico dell'automobile. Nacque così la SZ o ES-30 e successivamente l'RZ ossia la versione cabrio. Questa fu l'ultima Alfa Romeo ad avere lo schema con ponte De Dion e la trazione posteriore. Il motore era il 3.0 V6 12v della 75, portato a 210cv che gli permetteva di raggiungere i 245 km/h e lo schema meccanico riprendeva quello della 75 da corsa, inoltre montò un inedito sistema di autolivellamento delle sospensione per permetteva alla vettura di variare a proprio piacimento l'altezza della stessa.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:26

Gli anni novanta
Alfa 146
All'inizio dell'ultimo decennio del secolo scorso escono due modelli, il primo è la Alfa 155, che segna l'abbandono della trazione posteriore sui modelli di gamma medio-superiore. La seconda è l'Alfa 145, che sostituisce l'Alfa 33.
La 145 risulta più pesante e meno brillante della progenitrice a causa del meno vantaggioso rapporto peso/potenza. I motori utilizzati per il nuovo modello sono in pratica gli stessi della 33, ereditati con poche modifiche e senza una consistente evoluzione per adeguarli ai maggiori pesi della nuova vettura, soprattutto in termini di coppia. La vettura comunque colpisce per uno stile molto personale sia esternamente che internamente; successivamente riesce a raccogliere un buon apprezzamento complessivo da parte del pubblico grazie alle modifiche migliorative adottate sulla seconda serie, con adozione dei nuovi motori Twin Spark, unitamente ad una maggiore qualità costruttiva. Un successo nel complesso analogo riscuote la versione a due volumi e mezzo della 145, denominata Alfa 146.
Le 145/146 sono anche le ultime vetture Alfa Romeo a montare il motore Boxer, sviluppato a suo tempo per l'Alfasud, anche se dal 1997 su entrambe le auto vengono montati i più potenti motori della gamma Twin Spark.

L'Alfa 156 GTA
Il 1997 viene da molti definito l'anno del rinnovamento del marchio Italiano, in congiunta dell'uscita dell'Alfa 156. La 156 riesce a fregiarsi del titolo di Auto dell'anno per il 1998 e costituisce il modello del rilancio dell'Alfa Romeo. È su questo modello introdotta per la prima volta il cambio selespeed, un semi-automatico, con 2 leve dietro il volante per comandare le marce, derivato dal mondo delle corse e rivolto a un impiego sportivo della vettura, ma soprattutto divenne la prima auto al mondo con motore turbo diesel "Common-Rail".
Nel 1998 termina la produzione dell'Alfa 164 che cede il posto alla nuova ammiraglia di casa, l'Alfa Romeo 166. La 166 si presenta con dimensione ancor più generose della progenitrice e con nuove tecnologie applicate che però non le faranno riscuotere il successo della 164, anche se le vendite saranno soddisfacenti, e verrà ritirata dai listini a fine 2007. Nello stesso anno vengono rinnovate le sportive del biscione ossia l'Alfa Gtv e la Spider, con numerose modifiche sia tecniche, che stilistiche in particolare per gli interni. Nel compartimento corse, l'Alfa Romeo, dopo l'entrata nel gruppo Fiat, viene destinata a rappresentare il gruppo nelle competizioni Super Turismo, dove si fa onore anche con piloti italiani come Alessandro Nannini, Nicola Larini, Gabriele Tarquini e Fabrizio Giovanardi. Con la partecipazione ai campionato ETCC (diventato successivamente WTCC) conquista con l'Alfa Romeo 156 Super 2000 il titolo costruttori e piloti per cinque anni consecutivi, fregiandosi di diverse soluzioni tecniche che resero l'auto vincente, come le sospensioni anteriori a quadrilatero alto (utilizzate su tutti i modelli di serie) in luogo del più economico e meno prestante McPherson ed il cambio elettroattuato.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:33

Il nuovo millennio
Alfa Romeo 8C Competizione
Il nuovo millennio inizia per la casa Milanese sotto buoni auspici commerciali, infatti il modello Alfa 147 riesce ad aggiudicarsi nuovamente il titolo di Auto dell'anno nel 2001. È dello stesso anno la presentazione al pubblico della versione sportiva della Alfa 156, la GTA, messa poi in vendita nel 2002; con la versione appositamente preparata per le competizioni, la casa milanese corre nei campionati europei turismo, mietendo vari successi soprattutto con il pilota Gabriele Tarquini. Il 2003 è invece caratterizzato per la casa automobilistica dalla presentazione della nuova versione della grande berlina Alfa 166, in diretta concorrenza soprattutto con le berline tedesche: Audi, Mercedes-Benz e BMW e restata in produzione sino a fine 2007. La 166 non è stata sostituita da nessun nuovo modello chiudendo così la carriera del marchio Alfa Romeo nel settore delle ammiraglie. Sempre nel 2003 avviene la presentazione del modello Alfa Romeo GT ed il secondo restyling della Spider e della Alfa Romeo GTV che, adottando il nuovo propulsore 3.2 Busso ed in virtù dell'eccellente aerodinamica, divenne l'Alfa Romeo stradale più veloce con i suoi 255 km/h senza necessità di limitazioni di velocità massima.
L'Alfa 159
Nel 2005 debutta l'Alfa Romeo 159, berlina che sostituisce la 156, realizzata in collaborazione con General Motors sul pianale Premium. La 159 è frutto del progetto 939 e nel 2006 è stata introdotta anche la variante Sportwagon. A fine 2005 è stata commercializzata la nuova coupé sportiva, l'Alfa Romeo Brera, frutto della matita di Giugiaro come la 159, dalla quale deriva. Presentata anch'essa al Salone di Ginevra dello stesso anno, prende il posto della precedente GTV. A marzo 2006 è la volta dell'Alfa Romeo Spider (evoluzione spider della Brera), rimaneggiata nel design da Pininfarina, presentata al Salone di Ginevra. Nell'ottobre del 2007 è iniziata la commercializzazione in serie limitata (soltanto 500 esemplari) della supersportiva 8C Competizione con motore Maserati 4.7 V8 da 450 cv, trazione posteriore, in grado di raggiungere i 292 km/h e di bruciare lo 0–100 km/h in 4.2 secondi.
A giugno 2008 è avvenuto il lancio commerciale di quello che era definito come progetto 955 ovvero L'Alfa MiTo (Mi per Milano dove è stata disegnata e To per Torino dove viene costruita); con potenze previste fino a 170 CV per la sportiva Quadrifoglio Verde, si posiziona al di sotto della 147, con un'immagine sportiva, dinamica e proiettata per un pubblico giovane andando ad insidiare la fascia di mercato occupata dalla Mini. La MiTo è stata presentata al Salone di Ginevra 2009 anche in versione GTA prototipo con motore 1.750 Turbo a iniezione diretta da 240 cavalli. La MiTo GTA non è stata prodotta.
Il 2 dicembre 2009 sono state rilasciate online le immagini della nuova Giulietta, erede della 147.

Alfa Romeo Giulietta
Nel 2010 la casa ha compiuto cento anni: i festeggiamenti sono avvenuti a patire dal marzo in occasione del salone di Ginevra dove è avvenuta la presentazione ufficiale della nuova Giulietta, una hatchback sportiva con motorizzazioni tutte turbo in grado di erogare fino a 235 CV. La Giulietta è la prima Alfa Romeo ad essere prodotta nello stabilimento Fiat di Cassino ed il design segue il corso stilistico intrapreso dalla sportiva 8C Competizione e ripreso dalla MiTo ovvero linea sportiva con molte curve. Sempre al salone di Ginevra la Pininfarina e la Bertone hanno onorato la storia del marchio Alfa Romeo presentando i prototipi Pininfarina Duettottanta[4] e Bertone Pandion[5]. Nella primavera 2010 la Zagato ha presentato l'Alfa Romeo TZ3 Corsa[6] prodotta in esemplare unico per un facoltoso cliente. In occasione del centenario si è avuta anche una razionalizzazione della gamma prodotti infatti i modelli GT e 147 sono stati tolti di produzione tra la primavera e l'estate del 2010 seguiti nell'autunno dai modelli Brera e Spider Dopo questi adattamenti la gamma è composta da tre autovetture ovvero la MiTo, la Giulietta e la 159 in versione berlina e Sportwagon. A queste tre si aggiunge la 8C Spider prodotta in soli 500 esemplari, dei quali alcuni attendono ancora di essere costruiti.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:34

La storia del marchio di fabbrica

Scudetto e stemma Alfa Romeo

L'Alfa Romeo ha tra le sue caratteristiche anche quella di non avere mai modificato radicalmente il proprio marchio distintivo, infatti sin dalla nascita ha scelto un marchio circolare suddiviso verticalmente in due parti, sul lato sinistro la croce rossa in campo bianco, simbolo della città di Milano e sul lato destro il famoso biscione, cioè il serpente simbolo dei Visconti.

Le uniche modifiche riguardano la cornice esterna:
Nel 1910 con la scritta ALFA e MILANO divise da due nodi sabaudi in onore del Regno d'Italia.
Nel 1918 con l'inserimento del nome ROMEO, dopo l'acquisto della fabbrica da parte di Nicola Romeo.
Nel 1925 con l'inserimento del simbolo in una modanatura consistente in una corona d'alloro in ricordo della vittoria dell'Alfa Romeo P2, condotta da Gastone Brilli-Peri, nel primo campionato del mondo di automobilismo della storia.
Nel 1946 dopo la vittoria della Repubblica al referendum del 2 giugno vengono inserite due linee ondulate in sostituzione dei nodi sabaudi.
Nel 1971, con l'apertura dello stabilimento Alfasud di Pomigliano, vengono tolte dal marchio l'indicazione MILANO, le linee ondulate e la corona d'alloro, giungendo così al marchio in uso ai giorni nostri (restyling di Pino Tovaglia[7]).
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:37

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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:43

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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:47

per correttezza tutti i dati son tratti da Wikipedia
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Lun 25 Apr 2011 - 15:50

poi metteremo anche le sezioni sportive e motori di aerei e tant'altro
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Ven 29 Apr 2011 - 13:47

Aerei con motore ALFA
Breda Ba.64

Breda Ba.64 con insegne della Regia Aeronautica.
Il Breda Ba.64 era un monoplano monomotore d'appoggio tattico prodotto dall'azienda italiana Società Italiana Ernesto Breda dalla metà degli anni trenta e che trovò un limitato uso nella Regia Aeronautica.
Da esso venne derivato il più noto Breda Ba.65.
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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Sab 30 Apr 2011 - 8:08

Motori aeronautici


Un’Alfa Romeo D2
Il primo motore Alfa Romeo utilizzato su un aeroplano fu installato nel 1910 su un biplano Santoni-Franchini.

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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Sab 30 Apr 2011 - 8:14

Nel 1932 fu prodotto il primo motore aeronautico vero e proprio, il D2, che fu montato sul Caproni Ca.101.

In questo decennio i motori aeronautici Alfa Romeo furono utilizzati su larga scala;
ad esempio il 126 RC.34 fu installato sui Savoia-Marchetti S.74, S.M.75, S.M.79, S.M.81 e sul CANT Z.506[27].


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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Sab 30 Apr 2011 - 8:16

Nel 1931 fu organizzata una gara tra una 8C 3000 Monza guidata da Tazio Nuvolari ed un Caproni Ca.100, dove vinse, di poco, l’aeroplano.
Durante la seconda guerra mondiale l’Alfa Romeo costruì diversi motori aeronautici; il più famoso fu l’RA 1000 RC.41, che era prodotto su licenza della Daimler-Benz. Questo propulsore rese possibile la costruzione del Macchi M.C.202, il miglior caccia della Regia Aeronautica utilizzato durante il secondo conflitto mondiale.

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MessaggioTitolo: Re: Alfa Romeo storia da non dimenticare...   Sab 30 Apr 2011 - 8:18

Dopo la seconda guerra mondiale, l’Alfa Romeo produsse motori aeronautici per la FIAT, l’Aerfer e l’Ambrosini. Negli anni sessanta l’azienda focalizzò l’attenzione sul miglioramento e la manutenzione di propulsori aeronautici Curtiss-Wright, Pratt & Whitney, Rolls-Royce e General Electric. L’Alfa Romeo fu la prima compagnia italiana a costruire un motore aeronautico a turbina, che fu poi installato su un Beechcraft King Air. La divisione dell’azienda che si occupava di propulsori aeronautici, l’Alfa Romeo Avio, fu venduta nel 1988 ad Aeritalia, e dal 1996 fa parte della Fiat Avio. È stata coinvolta nello sviluppo del motore T700-T6E1 per l’elicottero NHI NH90.
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