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 Omaggio a Michele Alboreto

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MessaggioTitolo: Omaggio a Michele Alboreto   Dom 24 Apr 2011 - 6:57

Caro Michele Dieci anni fa, una morte fuori tempo

Quando è morto, dieci anni fa, in un posto remoto, mai visto, impronunciabile – Lausitzring – Germania, fu un colpo doppio. Perché un po’ tutti l’avevamo dato per sopravvissuto, in salvo ormai, dopo il furore di una carriera già consumata. Ma Michele Alboreto aveva ancora una passione da smaltire, quella voglia che tiene in pista e a rischio un pilota, anche se ha ormai 45 anni e una bella famiglia, pronta a goderselo in una pace conquistata. Macchè.
- Era un’Audi per la 24 ore di Le Mans la macchina che lo portò via. L’ultima di una serie lunga, scattata nella sua Monza con piccole monoposto, illuminata a giorno da cinque Ferrari, cinque anni in rosso, molto neri per la verità, causa guai tecnici infiniti. Formula 1: 194 Gran Premi, 5 vittorie, 23 podi. Con la Tyrrell, per mettersi in magnifica evidenza, con la Ferrari per arrivare ad un passo dal titolo mondiale, 1985, battuto da Alain Prost. Con lui, per la prima volta dopo Alberto Ascari, abbiamo sognato in grande; per lui Enzo Ferrari aveva rotto uno dei suoi cocciuti giuramenti che prevedevano solo fantini stranieri sulla sella del Cavallino.
- Insomma, una autentica avventura, resa intensa e drammatica dalla ferocia dei motori turbo. Michele ce l’aveva fatta, oh sì. Intelligente ed esperto, capace di accompagnare con maturità il commiato dai Gran Premi per tornare a guidare macchinoni a ruote coperte così come era accaduto con le Lancia negli anni Ottanta. Porsche e Audi stavolta, con vittorie pesanti, a Le Mans, a Sebring. Ecco, Le Mans, dove voleva tornare mentre provava in quel posto impronunciabile, Germania, 25 aprile 2001. Il posto che avrebbe fermato la carriera di Zanardi pochi mesi dopo. Un volo senza testimoni, senza spiegazioni, proprio come Ascari Alberto, a Monza, 26 maggio '55. Alboreto è morto tardi, è morto fuori tempo. Il prezzo sembrò a tutti esagerato, come se correre per lui fosse ormai un viaggio garantito. Ma non è mai così e proprio Michele, che così non fosse, lo sapeva con certezza mentre tirava le marce felice di correre, come capita a chi sceglie quelle gioie terribili lì.


GIORGIO TERRUZZI
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MessaggioTitolo: Re: Omaggio a Michele Alboreto   Dom 24 Apr 2011 - 7:17

Esordi
Gli esordi, nel 1976, lo vedono impegnato nel campionato Formula Monza al volante di una vettura del Team Salvati, conquistando l'anno seguente il 3º posto nello stesso campionato. Campione di Formula Fiat Abarth nel 1978, corre anche in Formula Italia, nei campionati italiani ed europei di F3, vincendo quest'ultimo nel 1980, al volante di una March-Alfa Romeo. Nel 1981 esordisce in F2 nel team Minardi, ma in quegli anni fa anche parte della squadra ufficiale Lancia Martini Racing impegnata nel Campionato mondiale Endurance con la Beta Montecarlo e la LC1.

Formula 1
La Tyrrell 012 di Alboreto a Goodwood nel 2008.Gli anni in TyrrellGrazie ai buoni risultati ottenuti nelle formule minori nel 1981 debutta in Formula 1, alla guida di una Tyrrell-Ford, al gp di San Marino. Ma la scarsa affidabilità e potenza della sua vettura gli causano problemi e più volte è costretto al ritiro o alla partenza da posizioni arretrate. Nel 1982 Alboreto, ormai più maturo e munito di una Tyrrell più potente, ottiene il settimo posto in classifica piloti (a pari punti con Tambay) e centra il suo primo successo nella massima serie, al GP di Las Vegas, bissato, l'anno successivo, a Detroit.

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MessaggioTitolo: Re: Omaggio a Michele Alboreto   Dom 24 Apr 2011 - 7:40

Il passaggio in Ferrari
Alboreto con la Ferrari 126 C4 a Dallas nel 1984

Le sue buone prestazioni gli valsero la chiamata alla Casa di Maranello nel 1984 e la stima da parte di Enzo Ferrari.[1] Nonostante le buone prestazioni ottenute durante i test invernali,[2] la stagione si rivelò nel complesso deludente. Solamente al Gran Premio del Belgio Alboreto riuscì ad ottenere pole position e vittoria. Nel prosieguo dell'annata, complici anche le prestazioni degli pneumatici Goodyear,[3] il pilota italiano non riuscì a conquistare due secondi posti in Italia e al Nürburgring ed un terzo posto in Austria. A fine stagione concluse quindi 4° in classifica piloti con 30,5 punti.

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MessaggioTitolo: Re: Omaggio a Michele Alboreto   Dom 24 Apr 2011 - 7:53

1985
Michele Alboreto con la Ferrari 156-85 al Nürburgring nel 1985Le premesse per il 1985 erano comunque buone.[4] La vettura, infatti, nonostante evidenziasse alcune difficoltà sulle piste più accidentate a causa di un telaio abbastanza rigido, si dimostrava competitiva e veloce.[4]

La stagione visse, nel complesso, di un lungo testa a testa con Prost, conclusasi a favore del francese a causa, soprattutto, di un calo di affidabilità della Ferrari nelle ultime gare. Nelle prime prove i risultati furono confortanti: tre secondi posti nelle prime quattro corse, inframezzate da un ritiro nel rocambolesco Gran Premio di San Marino, permisero ad Alboreto di trovarsi ad appena due lunghezze dalla vetta della classifica piloti. In Canada, poi, una doppietta della Ferrari, con l'italiano davanti al compagno di squadra Johansson, gli permise di andare in testa al campionato e riuscì a rafforzare ulteriormente la sua leadership con un terzo posto a Detroit. Seguirono altri piazzamenti a podio ed una vittoria in Germania. Dopo il Gran Premio d'Olanda, al termine del quale Alboreto si trovava in piena lotta con Prost, la sua vettura ebbe un brusco calo dell'affidabilità, dovuto all'introduzione di un nuovo motore. Quest'ultimo, infatti, presentava problemi di surriscaldamento dovuti ad un inadeguato impianto di recupero dell'olio e cominciarono a sorgere problemi alle turbine.[4] Alboreto, nelle ultime cinque gare, non riuscì più, dunque, a raggiungere la zona punti. Prost conquistò, quindi, l'iride, con 20 punti di vantaggio sul pilota italiano della Ferrari.
1986

Alboreto con la Ferrari F1-87/88C al Gran Premio del Canada del 1988Esclusa l'ipotesi di passare alla Williams, resta alla Ferrari anche negli anni successivi. La stagione 1986 è una delle peggiori della storia della Ferrari, Alboreto ottiene un solo secondo posto, in Austria.

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MessaggioTitolo: Re: Omaggio a Michele Alboreto   Dom 24 Apr 2011 - 8:04

Gli ultimi anni
1989Archiviata l'esperienza ferrarista, Alboreto ritorna alla Tyrrell. Il team inglese, da anni in difficoltà, dopo un quinto posto a Montecarlo, conquista, con Alboreto, il terzo posto al Gran Premio del Messico. Sembra l'inizio del riscatto, ma, causa un cambio di sponsor, Alboreto viene posto fuori squadra; dopo un paio di gare da spettatore, fa ritorno nei Gran Premi con la Lola del team Larrousse, ottenendo però scarsi risultati, tra cui alcune mancate qualificazioni.
1990-1992Dal 1990 al 1992 corre per la Arrows poi divenuta Footwork. Totalmente fallimentari le prime due stagioni, dove non ottiene nemmeno un punto, un po' più positiva l'ultima, con alcuni piazzamenti, sei punti in classifica e il decimo posto in campionato.
1993-1994Nel 1993 disputa un'altra stagione deludente con la Lola del team Scuderia Italia. Nella sua ultima stagione in F1, quella del 1994, è alla Minardi: non ottiene alcun risultato di rilievo, e, a fine campionato, annuncia il suo ritiro dalla categoria. Nel GP di San Marino del 1994, il ferimento di quattro meccanici causato dalla perdita di uno pneumatico della sua Minardi durante l'uscita dai box a circa 140 km/h, convince la federazione ad apportare modifiche sostanziali al regolamento, prevedendo una velocità moderata nella pit-lane.
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MessaggioTitolo: Re: Omaggio a Michele Alboreto   Dom 24 Apr 2011 - 8:34

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MessaggioTitolo: Re: Omaggio a Michele Alboreto   Dom 24 Apr 2011 - 8:40

La morte Il 25 aprile 2001 muore in un incidente al Lausitzring, mentre effettua i collaudi delle nuove Audi R8 Sport in preparazione della 24 Ore di Le Mans del 2001.
- Alboreto era alla guida lungo un rettilineo, quando la sua auto uscì dal tracciato, colpì una recinzione sulla destra e si capovolse oltre, dopo un volo di un centinaio di metri.
- La morte sopraggiunse sul colpo, secondo fonti di analisi. Le cause sono ancora ignote; l'Audi comunicò agli investigatori che il prototipo (distruttosi nell'impatto) aveva già completato migliaia di chilometri su molti circuiti, preparandosi per la stagione 2001, senza alcun problema.
- Il responsabile della sicurezza del Lausitzring, Klaus Steinmetz, fece notare che l'incidente avrebbe potuto essere causato dall'esplosione di uno pneumatico, perché "pur senza voler andare più rapido dell'indagine, ma tutti i dettagli noti suggeriscono questo particolare". La ruota in questione sarebbe stata la posteriore sinistra: questo spiegherebbe il perché Alboreto si sia schiantato a destra.
- Dai fatti, gli investigatori supposero che né il pilota, né il circuito fossero responsabili per l'incidente. Il manager del Lausitzring, Hans-Jorg Fischer, comunicò che le ambulanze di stanza presso il tracciato impiegarono solo due minuti per raggiungere la scena dell'incidente; un elicottero arrivò tre minuti più tardi, ma i medici dichiararono che non avrebbero potuto far nulla per salvare Alboreto. Al termine delle indagini, i comunicati diramati confermarono che le perizie avevano trovato in una gomma forata, che aveva gradualmente perso pressione, la causa della disgrazia: non si trattò, dunque, né di colpa del pilota, né di cedimento meccanico.
- Rimpatriata la salma di Alboreto, questa venne cremata a Milano.

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MessaggioTitolo: Re: Omaggio a Michele Alboreto   Dom 24 Apr 2011 - 13:54

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